Le "Emozioni in Bianco" di Ferdinando Celin

Scritto da Vittorio Esposito
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Con il titolo “Emozioni in Bianco”, il pittore veneziano Ferdinando Celin espone alla Tavernetta di Palazzo Roncale a Rovigo 30 tecniche miste di vario formato e una installazione in legno, malta, carta e affresco, di cm 220x93, raffigurante Susanna e i Vecchioni. Dopo una lunga ricerca sulla materia pittorica, affrontata con il rigore di chi è abituato ad utilizzare il disegno per evidenziare quei dettagli che danno significato alla rappresentazione, Ferdinando Celin è pervenuto alla monocromia, ad una pittura basata sulla sapienza cromatica di un unico colore, il bianco, utilizzato come scelta estetica, pregio stilistico. Con la monocromia Celin non rinuncia al senso del racconto attraverso l’armonia delle forme e il gusto certo del segno. Egli, cioè, riesce ad imprimere al processo percettivo dell’osservatore un’accentuazione, attraverso le tonalità cromatiche, che consente di apprezzare con assoluta completezza tutta la “realtà” contenuta nell’opera.
I suoi soggetti preferiti (scorci di Venezia, paesaggi veneti, nudi ma anche soggetti sacri) sono trattati con “inquadrature” stupefacenti, con sovrapposizione di strati di colore giocato su una gamma di toni bianchi e accenni di velature beige, rosa, celesti, verdi dai valori cromatici vicini al bianco per creare nello spazio pittorico le necessarie profondità che danno rilievo alla raffigurazione. Attraverso una sottilissima modulazione dell’intensità luminosa dei toni, Celin perviene ad una definizione delle forme in una sorta di bassorilievo pittorico. In questo modo la sua opera si stacca e si distingue dalle atmosfere romantiche proprie della pittura veneta per acquistare quella del vetro “lattimo” inciso ad intaglio dai maestri vetrai di Murano. Nei dipinti di Celin la minima quantità cromatica è sufficiente a svelare la perfetta corrispondenza tra colore ed esaltazione delle forme dell’architettura dei ponti, dei palazzi, delle chiese, delle figure che vengono materializzate nella lattiginosa nebbia veneziana. Ferdinando Celin, cioè, considera il colore come materiale strutturale per evocare sulla tela le forme che meglio interpretano, pur nel rigore della loro verità, la sua visione della realtà. Nella presentazione in catalogo della mostra, Manlio Gaddi osserva che “i nudi di Celin, pur profondamente sensuali, sono casti, mostrati ma non esibiti” e la sua Venezia è dipinta “com’è, ma sempiternamente immersa nel candore della luce dell’alba, o forse sommersa da una di quelle nebbioline che hanno il potere non di nascondere le cose, ma di trasformarle, di addolcirne gli spigoli, ammorbidendoli, rendendoli femminili” e Claudio Massaro avverte che “la monotonia cromatica della pittura di Celin è solo apparente, perché in realtà la sua opera è piena dei colori dell’iride, e nel bianco dei corpi sono presenti le sfumature della carne, dal rosa pallido del riposo al rosso violaceo dell’eccitazione”. La mostra è realizzata da Fond’Arte Tono Zancanaro di Padova con la partecipazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e l’Accademia dei Concordi di Rovigo.

(Recensione della mostra Emozioni in bianco tenutasi all Tavernetta di Palazzo Roncale a Rovigo, maggio 2004)