Lettera di Giampaolo Berto
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Scritto da Gianpaolo Berto
Una chiesa di Este ospita una mostra di Arte Sacra.
Un'audacia, con nostre opere accanto alle antiche e bellissime pale.
Su di un altare un dipinto, più degli altri, attira la mia attenzione.
Chiedo informazioni ad un uomo imponente, dal viso dolce, che sosta nei paraggi: mi dice con semplicità che ne è l'artefice.
In quell'istante conosco Celin.
Celin è un ricercatore, uno studioso attento alle tecniche più sofisticate in un'epoca in cui si cerca di semplificare (pensiamo agli americani).
Lavorando con i mezzi toni, tratta la serigrafia come fosse un dipinto, trasformando ogni copia in un unicum. In realtà ci provoca spingendo noi stessi a sperimentare le sue scoperte.
Questo vale anche per il monocromo, dentro il quale Celin nasconde un vero e proprio quadro, lavorando con i bianchi misteriosi e coloratissimi.
In reltà egli scrive un manuale pratico per la pittura, un manuale "nuovo". Pensiamo alla copia di Botero, straordinaria, una sorta di affettuosa lettera a Botero stesso per spiegargli come si dipinge un Botero.
Celin, veneziano, è un personaggio di Pratt, un'aiuto spirituale per chi dipinge, uno stimolo per creare insieme.
Celin meraviglioso, a presto!
Giampaolo Berto
9.9.2006