Storia, natura e riflessioni sulla serigrafia
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- Scritto da Nando Celin
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Da sempre il mercato è il motore dell'agire umano. In campo artistico, fin dall'Alto Medioevo, la richiesta sempre maggiore di immagini sacre e profane, hanno posto il problema della riproduzione a grandi numeri e a prezzi contenuti delle opere create da artisti famosi per l'élite sociale.
Nasce e si perfeziona, perciò, la stampa nelle varie tecniche: prima la xilografia e l'incisione su metalli, poi, nell'ottocento, la litografia e solo più tardi la serigrafia.
Il problema che si pone è quello della autenticità e dell'artisticità della riproduzione.
Una copia fatta da un terzo non potrà mai avere valore artistico e contenere l' "Aura" dell'opera d'arte. L' Aura è quella particolare condizione che fa testimonianza dell'agire artistico dell'autore e che concretizza l" hic et nunc" del suo gesto in un fatto storico irripetibile.
Recenti congressi sull'arte grafica hanno posto, fra l'altro, il concetto di "originale" per avere un comune modo di giudizio sulla natura delle stampe prodotte con qualsivoglia tecnica.
Si intende " originale" la stampa le cui matrici sono prodotte direttamente dall'autore dell'immagine, il quale assume la figura di ideatore e di esecutore nella tecnica prescelta.
Ciò non avveniva ed avviene che molto raramente, specie per tecniche particolarmente complesse come la xilografia antica e le moderne litografia e serigrafia, preferendo l'artista, vuoi per ragioni economiche che di incompetenza, demandare ad altri l'esecuzione delle copie.
Riassumendo: quando l'artista ideatore è anche esecutore delle matrici di stampa, questa viene definita " Stampa Originale" e assume l'aura propria delle opere d'arte.
Il mio incontro con la Serigrafia e l'attaccamento al suo esercizio, mi hanno permesso di raggiungere in questa disciplina costanti progressi.
Dapprima ho tentato di riprodurre i miei quadri ad olio o ad acquarello, cercando con un mezzo bidimensionale come la serigrafia, la tridimensionalità.
Corrado Maltese nel suo libro "Le Tecniche Artistiche", a riguardo della serigrafia, dice:-....la semplicità della tecnica non consente di ottenere il chiaroscuro, ma soltanto colori piatti e campiti. Questo grave limite nelle capacità espressive..etc...-. È stato con piacere ed orgoglio che ho dimostrato con stampe originali "cioè con matrici da me prodotte" che la serigrafia non ha limiti espressivi nemmeno nel chiaroscuro. E' il momento di " Le quattro stagioni", " Papaveri e margherite", " Battaglia di galli", " Natura morta con Oliera".....
Il passaggio successivo è quello alla "Pittura serigrafica". Ho così definito questo mio particolare fare tecnico, in quanto, rinunciando ad un modello iniziale di base realizzato in altra tecnica ( olio, tempera, acquarello...) ho cominciato a costruire direttamente in serigrafia, facendomi condurre, di volta in volta, dalle esigenze e dai suggerimenti emergenti dal lavoro nel suo divenire.
I risultati sono "Regata storica", "Vetrina di maschere", "Vetrina del Fiorista"...
Con la Pittura serigrafica, la fase manuale di stampa, fermo restante l'originalità delle matrice, era ancora affidata ad una stamperia attrezzata.
Quando però, acquistando un'attrezzatura minima, ho cominciato a stampare direttamente, ritrovandomi tra le mani il lavoro stadio per stadio, con il tempo per considerarlo e rifletterci sopra, è stato naturale il bisogno di intervenirci magari cambiando i colori in telaio a un certo punto della tiratura una o più volte, oppure chiudendo alcuni settori del telaio in modo che non stampassero alcuni punti, o manualmente copia per copia con vari colori, ..e molto altro secondo l'estro e l'intuizione del momento. Il risultato è stato una produzione di immagini che hanno la stessa iconografia, ma profonde differenze cromatiche e materiche. Non si tratta di furbi retouchés, cioè veloci segni e sbaffi fatti dall'autore-pittore nel tentativo di personalizzare e valorizzare il lavoro dell'artigiano stampatore per fini prettamente commerciali, ma miei interventi nei vari stadi esecutivi che fanno di ogni copia un originale unico. Ho quindi coniato la denominazione di "Monotipo Serigrafico", sentiti anche i pareri di esperti insegnanti dell'Accademia BB.AA. di Venezia, per definire questo mio lavoro assolutamente unico e personale, che ha, per qualche verso, delle assonanze con il monotipo canonico. Nascono così: "Traghetto a Ca' Garzoni", "Rio della Verona , effetto controluce", "Scuola grande di S. Marco", "Sanpierota in canal Vena" etc... che sono nuovi non solo nel contesto serigrafico, ma anche nel mio fare pittorico, segnando un notevole passo avanti nella ricerca di rottura e ricostruzione dell'immagine, sempre nel contesto del reale, ma in un mio stile del tutto nuovo e personale.